GENEROSITA’ DI FRANCESCO
1602 52. In quello stesso torno di tempo, una donna
poverella di Machilone venne a Rieti per farsi curare gli
occhi. E un giorno che il medico si recò da Francesco,
ebbe a riferirgli: «Fratello, è venuta da me
una donna malata agli occhi; ma è talmente povera,
che mi tocca curarla per amor di Dio, e pagarle io le spese».
Al sentire questo, Francesco fu preso da compassione per quella
infelice e, chiamato a sé uno dei compagni, precisamente
il suo "guardiano", gli disse: «Frate guardiano,
dobbiamo restituire la roba d'altri». Quello osservò:
«E quale sarebbe, fratello?». Replicò il
Santo: «Questo mantello che abbiamo preso in prestito
da quella donna poverella e malata d'occhi: dobbiamo renderglielo».
Concluse il guardiano: «Fratello, fai pure quello che
ti par meglio».
Allora Francesco, tutto felice, fa venire un uomo spirituale,
con cui era in intimità, e gli dice: «Prendi
questo mantello e dodici pani, va' e dirai a quella donna
povera e inferma, che l'oculista ti indicherà: "Il
povero, al quale tu hai prestato questo mantello, ti ringrazia
di cuore del prestito fatto. E adesso, riprendi quello che
ti appartiene"».
L'amico andò e disse alla donna le parole suggeritegli
da Francesco. Quella però, non riuscendo a raccapezzarsi,
presa da sospetto e disagio, rispose: «Lasciami in pace.
Non so cosa stai dicendo». Ma quello le mise in mano
il mantello con i dodici pani. La donna, constatando che diceva
sul serio, prese il dono tra preoccupata e felice. E, temendo
non gli venisse tolto, si alzò nascostamente di notte
e tornò tutta contenta a casa sua. Francesco aveva
incaricato il suo guardiano di pagare le spese della povera
malata ogni giorno, finché fosse rimasta a Rieti.
Noi che siamo vissuti con lui, possiamo testimoniare che Francesco,
sano o infermo che fosse, traboccava di amore e tenerezza
non solo verso i suoi frati, ma verso tutti i poveri, tanto
in buona salute che ammalati. Si privava del necessario, che
i fratelli gli procuravano con sollecitudine e affetto, -
non senza mostrarsi carezzevole con noi, affinché non
ne rimanessimo male -, per offrirlo con molta gioia agli altri,
sottraendo al proprio corpo anche ciò che gli era indispensabile.
Per ovviare a questo, il ministro generale e il suo guardiano
gli avevano comandato di non cedere la tonaca ad alcun frate
senza il loro permesso. In effetti, sospinti da devozione
verso Francesco, i frati talvolta gliela chiedevano, e lui
la regalava immediatamente. Talora lui stesso, vedendo qualche
frate malaticcio o malvestito, gli dava la propria tonaca,
magari dividendola, e parte donando, parte tenendo per sé.
Infatti non indossava e non voleva avere a disposizione che
una tonaca sola.